Anche i bambini ci salvano la vita

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L’Istituto comprensivo “Valleversa” e il Comune di Pietra de’ Giorgi hanno aderito al “Progetto primo soccorso”

PIETRA DE’ GIORGI- In Italia l’arresto cardiaco, che colpisce oltre 60.000 persone ogni anno, è una condizione in cui la sopravvivenza della vittima è tempo-dipendente: in pochi minuti i danni dovuti all’interruzione della circolazione diventano irreversibili se non vengono praticate manovre rianimatorie basiche efficaci. L’unico modo per ottenere risultati utili è che tali manovre vengano iniziate da parte di chiunque si trovi vicino alla vittima. Anche i bambini e i ragazzi possono contribuire a raggiungere i risultati auspicati, come dimostrano le numerose segnalazioni riportate nella cronaca giornalistica. Ne consegue che sia necessario mettere in grado i potenziali soccorritori di comprendere quanto stia accadendo e iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare già prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso professionale. Parte da queste fondamentali linee di principio il “Progetto primo soccorso” dell’Istituto comprensivo “Valleversa” guidato dalla dirigente Elisabetta Magistrali e del Comune di Pietra de’ Giorgi con il sindaco Gianmaria Testori. Nei panni di docente Roberto Rovati, genitore di un alunno, insegnante a contratto dell’Università di Pavia che ha trovato il pieno supporto del Gruppo Gheron, l’azienda in cui lavora in Direzione Generale. Gli anziani delle RSA del gruppo – tra cui quella di Cervesina – e i ragazzi della Scuola Primaria sono già parte di un più ampio ciclo di incontri intergenerazionali tra anziani e bambini, in svolgimento tra il 2024 ed il 2025. Il progetto porterà infine la scuola primaria di Pietra de’ Giorgi a dotarsi di un defibrillatore dedicato che si aggiungerà a quello già presente nella piazza principale del paese. «Sono stato sorpreso – spiega Rovati – oltre ogni aspettativa dall’entusiasmo con cui i ragazzi di quarta e quinta hanno aderito; dalla serietà e dall’impegno che hanno dedicato all’ascolto e allo studio. Molti hanno risposto esattamente a tutte le 30 domande del test finale e alcuni volevano rinunciare alla ricreazione pur di poter sperimentare subito. Mi ha colpito anche il senso di responsabilità e la gioia nel capire che possono essere utili “come i grandi”. Certo, la raccomandazione è di chiamare prima un adulto, ma se non c’è?». «La dirigente scolastica – continua– ha subito risposto positivamente e il gruppo delle insegnanti è stato semplicemente fantastico. Grazie a Marianna, Vittoria, Elena, Giulia, Martina, Valentina e Valentina. Sono il papà di un ragazzo di quinta e anche il gruppo dei genitori mi ha supportato. Non ultimo, il sindaco ci ha offerto il “Cantinone Medievale” come scenario di esercitazione e si sta impegnando per dotare la scuola di un defibrillatore dedicato. A inizio giugno poi, si svolgerà il saggio di fine anno che sarà dedicato a questo progetto con una grande ambulanza in cartone disegnata dai ragazzi e poi scenografie, costumi, audio e la voglia di mostrare ai genitori quello che hanno appreso».

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