Caso Amias: ipotesi per il futuro della società
In commissione Bilancio si è parlato dell’attività per la gestione della rete idrica
TORTONA- È in bilico il futuro della società Amias, partecipata anche dal Comune che da anni opera in deroga ai requisiti imposti dalla normativa nazionale sulle società partecipate, non avendo dipendenti e non raggiungendo il fatturato di un milione di euro. È tenuta in vita essenzialmente per la proprietà delle reti di distribuzione dell’acqua e un’eventuale chiusura aprirebbe una questione notevole poiché tali reti non sono cedibili a terzi, a meno di riportarle in capo ai singoli comuni, ciascuno per il suo tratto, frammentando in maniera assolutamente complicata e inefficace l’acquedotto. L’azienda, in realtà, ha in capo un altro asset di attività, cioè la proprietà dell’impianto per il trattamento fanghi situato in strada per Castelnuovo Scrivia, la cui gestione è affidata a società esterne con un canone di affitto. Tuttavia l’impianto è fermo e l’attuale gestore ha annunciato il disimpegno. Di questi temi ha dibattuto la commissione Bilancio ed Enti Partecipati del Comune di Tortona, presieduta dal consigliere Davide Fara (nella foto), che nell’ambito della ricognizione sulle società partecipate dal Comune ha invitato a relazionare l’amministratore unico della società Amias, Francesco Andronico. L’impianto, situato in strada per Castelnuovo Scrivia, è una piattaforma fanghi per la biodigestione tramite lo smaltimento di rifiuti organici ed è al momento gestito dalla società Bioenerys, ex Ecoprogetto, del gruppo Snam, che dallo scorso anno ha comunicato la decisione di rescindere in anticipo il contratto di gestione, in essere fino al 2035, a causa della difficoltà economica nel gestire l’impianto ora fermo, mentre è in corso la trattativa sugli indennizzi. Impianto che risulta in ottime condizioni e, soprattutto, ha le autorizzazioni ambientali per operare. Per questo motivo l’azienda sta valutando l’alternativa, cioè trovare un nuovo operatore interessato a subentrare nella gestione. Questa scelta sarebbe un modo per non liquidare la società e non aprire la complessa partita della proprietà dell’acquedotto. Un’altra ipotesi contemplata è un possibile ruolo di Amias nella gestione del servizio idrico sul territorio, poiché alcune parti vorrebbero farla subentrare all’attuale azienda incaricata del servizio Gestione Acqua. «Un’ipotesi tutta da verificare – ha detto il vicesindaco e assessore al Bilancio Daniele Calore – che al momento va considerata più un eventuale “piano B” in caso di necessità». Nel frattempo Gestione Acqua impugnerà la delibera dell’Egato 6, con cui si è vista revocare la gestione del servizio.
Stefano Brocchetti