Il fascino di Silvano Pietra

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Di Pier Luigi Feltri

Silvano Pietra è un piccolo centro dotato di una lunga storia e di pregevoli ricchezze artistiche. Si trova immerso nel paesaggio padano, sulla direttrice che collega Casei Gerola e Corana. Il primo elemento che colpisce il visitatore che giunge in paese è la torre campanaria, ben visibile sulla via principale. Si tratta, in realtà, di ciò che resta di un antico castello, edificato nel 1329. La torre rimasta è una delle tre originarie, ed era un tempo più alta: venne infatti abbassata quando fu convertita a campanile. Un capitolo interessante della storia di Silvano e della sua torre è legato alla lavorazione del guado (Isatis tinctoria), la pianta tintoria da cui si estraeva il celebre colore blu, che rappresentava un elemento di rilievo per l’economia della comunità locale. Un tempo, in occasione della raccolta, gli abitanti del paese erano soliti issare una bandiera azzurra proprio in cima alla torre campanaria. La parte restante del castello, invece, nel corso dei secoli ha subito diversi passaggi di proprietà e altrettanti rimaneggiamenti, e risulta oggi adibita a residenza privata. È possibile osservare strutture trecentesche esplorando l’isolato intorno alla torre. Oltre alla sua importanza storica, Silvano Pietra conserva esempi notevoli di architettura religiosa. La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria e a San Pietro, sorge su un’elegante piazza e rappresenta un esempio di romanico dalla struttura sobria ed essenziale. Al suo interno, tuttavia, lo spazio si anima osservando i pregevoli affreschi, alcuni dei quali risalgono alla prima metà del Quattrocento. Di assoluto rilievo è quello che raffigura la Battaglia di Lepanto, scoperto solo negli anni Ottanta del secolo passato (transetto). Si segnalano poi la pala dell’altare di Santa Caterina, firmata da Lucrezia Quistelli, che fu moglie di Clemente Pietra, feudatario del luogo nel ’500, e La Madonna del Latte, che si ritiene opera Michelino da Besozzo. Poco distante merita una visita l’oratorio di San Carlo, che custodisce una tela attribuita a Giulio Cesare Procaccini. Infine, una curiosità: tra le residenze storiche del paese si distingue Casa Gallotti, nota per aver ospitato Napoleone Bonaparte la sera prima della battaglia di Marengo. A memoria di questo evento, nell’edificio sono ancora presenti due formelle, murate, che riportano l’inconfondibile “N” del generale francese. La maggior parte dei luoghi di interesse storico è segnalata da una concisa cartellonistica, allestita dall’Amministrazione comunale.

pierluigi.feltri [at] gmail.com

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