Inviate al ministero le osservazioni sul progetto eolico “Monte Giarolo”
Il Comitato per il territorio delle Quattro Province si è fatto promotore della raccolta
FABBRICA CURONE – È terminata ieri, 15 gennaio, la consultazione pubblica sulle modifiche del progetto d’impianto eolico “Monte Giarolo”. Le amministrazioni coinvolte hanno potuto inviare al ministero i loro pareri e i cittadini presentare altre osservazioni. Il Comitato per il territorio delle Quattro Province ha evidenziato che nei “nuovi” documenti, infatti, nessuno tra i nodi cruciali è stato sciolto e a questo proposito riporta alcuni esempi. Tra questi il fatto che per tutelare l’avifauna otto delle venti macchine dovrebbero essere escluse dal progetto, come stabilisce il parere vincolante dell’ente regionale che gestisce il sito Natura 2000 tra Ebro e Chiappo, ma la 15 Più non accetta neppure questa prescrizione proponendo invece “l’installazione su tutti gli aerogeneratori di sistemi automatici di rilevamento, allerta e blocco che possono garantire il fermo pale solo per periodi strettamente necessari”, benché secondo l’Unione Europea la reale efficacia di simili misure, che “non sono ancora accettate come metodi normali o di buona pratica” sia dubbia. Ancora, il Comune di San Sebastiano ha reso consultabile sul sito le 30 pagine di elaborato in cui la società illustra la “proposta di risoluzione delle interferenze di cantiere” in paese e nei dintorni. Le soluzioni immaginate dai progettisti sono del tutto improbabili, e la durata dei lavori passerebbe da 3 a 4 anni, un periodo durante il quale la viabilità dell’intera val Curone sarebbe sconvolta, compromettendo non solo l’economia ma anche e soprattutto il regolare funzionamento di servizi essenziali quali sanità, trasporti, istruzione. I ricoverati nella RSA resterebbero isolati e disturbati dal cantiere, la guardia medica diventerebbe difficilmente accessibile così come la farmacia che rischierebbe di non avere regolare fornitura di farmaci. Le ambulanze e l’elisoccorso avrebbero per anni serie difficoltà ad assicurare un pronto intervento. I lavori sulle strade della valle creerebbero enormi difficoltà per il funzionamento delle scuole del comprensorio e per gli studenti delle superiori che devono raggiungere Tortona e Voghera. La società proponente non desiste ma sembra decisa ad andare avanti. La giunta regionale come sottolinea il Comitato per il territorio delle Quattro Province non ha ancora fatto conoscere proposte concrete e specifiche sulla nuova legge che dovrà definire le aree non idonee all’installazione di impianti di energia rinnovabile né è dato sapere se questa volta esprimerà un deciso parere negativo al progetto. “Molti degli attori in gioco tacciono, – scrive il comitato – e c’è da sperare che si tratti di un ‘silenzio operoso’ e non invece, a seconda dei casi, di un atteggiamento attendista, illuso o rassegnato. Per parte nostra, produrremo osservazioni rigorose e puntuali, perché far sentire la propria voce è essenziale, e può fare la differenza”. s.b.