La CRI di Stradella in difficoltà cerca aiuti

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Anna Crovace, commissario del comitato, spiega i motivi della delicata situazione economica

STRADELLA – La Croce Rossa di Stradella in difficoltà economica chiede aiuto a istituzioni, aziende e cittadini per continuare a operare. La delicata situazione, a cui i vertici stanno cercando di far fronte, prima di tutto, con una spending review interna, è già stata illustrata ai sindaci. «A oggi stiamo vivendo un momento economico molto difficile, di cui non abbiamo memoria, e la nostra preoccupazione più grande è che possa compromettere l’implementazione di nuove azioni per i più vulnerabili, ma anche la prosecuzione delle attività in atto. – spiega Anna Crovace, a giugno nominata dai vertici nazionali commissario del comitato – Purtroppo, la situazione attuale è dovuta in parte, a convenzioni degli anni passati con strutture sanitarie che, seppur portate avanti, per noi risultavano in perdita. E in parte, la convenzione che ci permette di avere a disposizione un’ambulanza delle urgenze è per noi molto in bilico, principalmente per il fatto che il bando attualmente in vigore sia condizionato alla rendicontazione di un numero inferiore di dipendenti rispetto a quelli che effettivamente impieghiamo in quanto strettamente necessari all’espletamento del servizio. La carenza di personale volontario ci obbliga, infatti, a impiegare personale dipendente aggiuntivo rispetto a quello che Areu ci riconosce, facendo sì che la convenzione sia, ad oggi, in perdita. La convenzione è in fase di proroga e abbiamo chiesto un adeguamento economico, parametrato alla situazione attuale dell’utilizzo del personale dipendente, che speriamo venga accettato». Il comitato conta 178 volontari e 13 dipendenti: opera su 27 Comuni, prima di tutto in ambito sanitario, con un’ambulanza in convenzione h24 con Areu per i servizi di emergenzaurgenza (oltre 3 mila nel 2024) e una convenzione per il trasporto al centro dialisi dei pazienti nefropatici, poi porta avanti attività socio-assistenziali (distribuzione di generi alimentari a 100 famiglie), servizi non urgenti, assistenza sanitaria a eventi, corsi salvavita e di primo soccorso, attività nelle piazze e nelle scuole. Per far fronte a questo grave problema di liquidità (a cui si è aggiunta la necessità di sostituire un’auto, distrutta in un incidente), il comitato sta cercando di alleggerire la struttura razionalizzando l’organico (dai 16 dipendenti all’inizio del commissariamento a 13, pur mantenendo invariata l’operatività) e sta cercando uno spazio a canone agevolato o in comodato gratuito per il ricovero delle attrezzature della Protezione Civile (al posto del magazzino attuale in affitto a 11 mila euro all’anno).

Oliviero Maggi

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