La libertà educativa è un diritto di tutti

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Scuola paritaria. A Milano il convegno sui 25 anni dalla promulgazione della legge di parità e dote scuola. Era presente anche Ornella Valerio, di Voghera, presidente dei Maestri Cattolici di Lombardia

DI DANIELA CATALANO

Sono passati 25 anni dal 10 marzo del 2000, quando fu approvata dal Parlamento italiano la legge nazionale n. 62 in cui era riconosciuto il ruolo delle scuole paritarie come parte integrante del sistema nazionale di istruzione. In occasione dell’anniversario, lunedì 24 marzo nella Sala Testori di Palazzo Lombardia a Milano, si è svolto il convegno intitolato “25 anni di legge di parità e dote scuola: dare compimento alla libertà educativa”, promosso da Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Lombardia, grazie alla richiesta e alla collaborazione di 24 associazioni di genitori e gestori di scuole del settore paritario. Sono intervenuti il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, i parlamentari Maurizio Lupi, Lorenzo Malagola e Simona Malpezzi, don Giuseppe Como vicario episcopale per la pastorale scolastica della Diocesi di Milano, la costituzionalista Anna Poggi, l’ex sottosegretaria all’Istruzione, Università e Ricerca Valentina Aprea, l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara che ha chiuso i lavori. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione di parità e “buono scuola”, istituito dalla Regione Lombardia subito dopo la promulgazione della legge, entrambi pensati per dare compimento all’articolo 33 della Costituzione italiana che recita di “assicurare piena libertà alle scuole non statali che chiedono la parità e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. Nella sala gremita da docenti, genitori e dirigenti scolastici, era presente anche la vogherese Ornella Valerio, presidente dell’associazione Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) della Lombardia, che ha espresso la sua soddisfazione per la buona riuscita della manifestazione, durante la quale è stato presentato un importante documento intitolato “Rilancio del diritto civile alla libertà di scelta educativa”. Nel testo, firmato da 24 sigle del mondo della scuola, coordinati da Roberto Pasolini, alla guida del Comitato politico scolastico, si ribadisce l’importanza del ruolo della scuola paritaria nel sistema educativo italiano per sensibilizzare l’opinione pubblica, il mondo politico e le istituzioni sull’importanza di sostenere questi istituti. Nello specifico, tra i punti chiave ci sono: la centralità del diritto alla scelta educativa e del pluralismo culturale e la necessità di garantire rette accessibili per assicurare un equilibrio tra scuola statale e privata. Nell’intervento iniziale il presidente Attilio Fontana e l’assessore all’istruzione Simona Tironi hanno ricordato come la Regione Lombardia da 25 anni, con il “buono scuola” (oggi dote scuola), sopperisca, seppur parzialmente, alla mancanza di copertura economica della legge 62. «La legge della Lombardia sul buono scuola – ha precisato il governatore – è stata una grande innovazione per consentire l’applicazione efficace del principio della parità. Per raggiungere questo obiettivo è necessario superare il problema economico, altrimenti non si realizza nulla. Il testo è la dimostrazione concreta dell’applicazione del principio di sussidiarietà. Noi continuiamo sulla nostra strada con i finanziamenti alle famiglie in modo da dare a tutti la libertà di fare la scelta più opportuna». «La parità scolastica – ha aggiunto Fontana – è patrimonio di tutti, come di tutti deve essere la libertà di educazione e istruzione. Occorre ragionare in una logica di sussidiarietà guardando agli istituti scolastici indipendentemente dalla loro natura giuridica, ma per la funzione svolta di servizio pubblico». Anche l’assessore Tironi ha ribadito che «la Lombardia è da sempre la testimonianza di come la parità rappresenti un modello inclusivo vincente e per questo si continua a investire e a mettere al centro il tema del pluralismo educativo e della libertà di scelta delle famiglie, che devono poter optare per le scuole che ritengono migliori per orientare e far crescere i loro figli. Questa scelta comporta l’impiego di risorse rilevanti, ma per noi si tratta dell’investimento più importante, perché riguarda il futuro dei nostri ragazzi». «La legge sulla parità scolastica – ha evidenziato don Como – ha segnato una svolta decisiva nel riconoscimento del valore pubblico della scuola paritaria. La Chiesa ambrosiana ha sempre sostenuto un modello di istruzione capace di abbinare conoscenza, crescita personale e istruzione di qualità che va sostenuta. La dote scuola di Regione Lombardia ha rappresentato un ulteriore passo in avanti che va nella direzione della promozione della libertà di scelta». Al centro del dibattito l’intervento del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha confermato il desiderio del Governo di procedere con l’attuazione della parità scolastica perché «per raggiungere un’autentica libertà educativa bisogna realizzare quanto prima un buono scuola nazionale». Il Ministro ha inoltre ribadito la ferma decisione nel proseguire il confronto con la Commissione Europea per la definitiva esclusione degli istituti senza scopo di lucro dal pagamento dell’Imu. L’iniziativa mira ad alleviare il carico fiscale su tali istituti, riconosciuti come parte integrante del sistema educativo nazionale. Per il mondo della scuola ha preso la parola anche suor Anna Monia Alfieri, ex presidente Fidae (Federazione Istituti di Attività Educative), che, numeri alla mano, ha raccontato di istituti costretti a chiudere, soprattutto al Sud a causa dell’aumento dei costi che andrebbero a incidere in modo pesante sui bilanci familiari. All’ex governatore Roberto Formigoni il compito di raccontare la nascita, 25 anni fa, del buono-scuola e di come inizialmente fosse sganciato da parametri reddituali perché era, e dovrebbe essere ancora oggi, un sostegno alla libertà di scelta e non un sostegno al reddito. Ha chiuso il convegno il presidente nazionale dell’Agesc, Umberto Palaia, che ha fatto un excursus sulla situazione dei Paesi europei dove la parità è stata attuata e dove si registra il superamento di una suddivisione delle scuole per classi sociali a favore di una reale accessibilità a realtà statali e paritarie. A margine dell’evento, Virginia Kaladich, presidente nazionale Fidae, ha evidenziato la necessità di fornire certezze normative alle scuole paritarie che si trovano ad affrontare difficoltà legate all’interpretazione e all’applicazione delle normative vigenti e ha auspicato soluzioni chiare e definitive per garantire il giusto sostegno a tutte le realtà del mondo dell’istruzione.

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