«La mia Voghera della cultura»

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È da sempre l’obiettivo che sta a cuore alla sindaca Paola Garlaschelli: ecco la sua ricetta per trasformare la città in un laboratorio di idee

VOGHERA – Il rilancio culturale di Voghera è al centro delle strategie dell’Amministrazione comunale. Dalla valorizzazione del teatro “Valentino Garavani” all’ampliamento dell’offerta museale, fino alla creazione di eventi e rassegne di richiamo, la cultura si conferma un motore fondamentale per la crescita della città. Ne parliamo con la sindaca Paola Garlaschelli che illustra le iniziative in corso e i progetti futuri per trasformare Voghera in un punto di riferimen- to culturale a livello regionale e nazionale.

Quali sono i progetti dell’Amministrazione per valorizzare il teatro “Garavani” e renderlo un punto di riferimento culturale?

«Il teatro “Valentino Garavani” è un’eccellenza culturale di Voghera e il nostro impegno è rivolto a consolidarne il ruolo come centro nevralgico della vita artistica e culturale cittadina. Stiamo lavorando per garantire una programmazione di alto livello che abbracci teatro, musica, letteratura e incontri con grandi personalità del panorama culturale. Parallelamente, intendiamo rafforzare le collaborazioni con istituzioni accademiche e culturali per creare percorsi formativi e laboratori rivolti ai giovani talenti. Inoltre, grazie alla prossima disponibilità degli spazi adiacenti, come il prestigioso casino sociale e il grande foyer, sarà possibile ampliare ulteriormente l’offerta culturale, rendendo il teatro un luogo sempre più inclusivo e dina- mico».

Sono previsti eventi o rassegne culturali stabili per attrarre visitatori e coinvolgere la comunità?

«Assolutamente sì. Attraverso la Fondazione del Teatro, abbiamo strutturato una programmazione continuativa che prevede stagioni teatrali, concertistiche e rassegne fuori cartellone. Il nostro obiettivo è garantire una costante vivacità culturale, integrando anche iniziative legate al cinema, alla letteratura e all’arte. Vogliamo inoltre arricchire il calendario con eventi che valorizzino la storia e le tradizioni di Voghera, coinvolgendo sempre più attivamente la cittadinanza».

Come si intende potenziare l’offerta museale di Voghera e aumentare il numero di visitatori?

«Il potenziamento del sistema museale cittadino passa attraverso tre direttrici strategiche: miglioramento degli spazi espositivi, creazione di percorsi tematici innovativi e sviluppo di sinergie con altre realtà culturali e turistiche. Stiamo lavorando affinché i musei di Voghera diventino più interattivi e accessibili, introducendo esperienze immersive e strumenti digitali capaci di arricchire la fruizione del patrimonio storico e artistico. Al tempo stesso, vogliamo integrare l’offerta museale nei percorsi enogastronomici e naturalistici del territorio, attirando così un pubblico sempre più ampio e diversificato».

Quali iniziative sono in programma per promuovere la lettura e incentivare la presentazione di libri?

«Promuovere la lettura significa investire nel futuro culturale della città. Per questo stiamo potenziando la Biblioteca Civica con spazi più accoglienti e programmi specifici per ogni fascia d’età. Organizziamo incontri con autori, rassegne letterarie e progetti didattici nelle scuole per diffondere l’abitudine alla lettura tra i più giovani. Inoltre, vogliamo sperimentare format innovativi, come letture pubbliche nei luoghi simbolo della città, per rendere il libro un protagonista della vita quotidiana».

Si pensa a un festival culturale che possa dare visibilità a Voghera a livello regionale o nazionale?

«Sì, e un primo importante passo è stato fatto con la creazione del Premio Alberto Arbasino. Nato per rendere omaggio a una delle figure più brillanti della letteratura italiana del Novecento, il premio è un progetto culturale di respiro nazionale che valorizza autori e intellettuali capaci di incarnare quello spirito libero, ironico e colto che caratterizzava Arbasino. Il nostro obiettivo è trasformarlo in un appuntamento annuale di riferimento, arricchito da eventi collaterali come tavole rotonde, presentazioni e letture pubbliche. Attraverso il coinvolgimento di istituzioni, università e fondazioni letterarie, il Premio Arbasino punta a rafforzare l’identità culturale di Voghera e a consolidarne il prestigio nel panorama nazionale».

In che modo la cultura può diventare un motore di sviluppo economico per la città?

«La cultura è un elemento chiave per lo sviluppo economico di Voghera. Investire in cultura significa generare indotto per il commercio e il turismo, creare opportunità occupazionali nei settori artistici ed eventi e rendere la città più attrattiva per chi cerca un ambiente dinamico in cui vivere e lavorare. Inoltre, una città con una forte identità culturale è più competitiva e stimola la nascita di nuove iniziative imprenditoriali legate alla creatività e all’innovazione».

Mattia Tanzi

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