L’ex Ilva potrebbe passare a Baku Steel
Avviata la negoziazione con il colosso azero. I lavoratori vogliono partecipare alla trattativa
NOVI LIGURE – È stata l’offerta del consorzio azero guidato da Baku Steel ad avere la meglio nella corsa a tre verso l’acquisizione del colosso siderurgico italiano dell’Ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia. Dopo le prime indiscrezioni, con una nota stampa ufficiale diramata lo scorso 20 marzo, i Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di Ilva in amministrazione straordinaria hanno annunciato di aver trasmesso al Ministero delle Imprese e del Ma- de in Italy una richiesta di autorizzazione per avviare una negoziazione in via preferenziale con il consorzio guidato da Baku Steel Company CJSC e Azerbaijan Investment Company OJSC. «La decisione è maturata al termine di un’attenta e approfondita analisi delle offerte di rilancio pervenute. – spiegano i commissari – Il processo di selezione ha valutato diversi fattori, tra cui la solidità finanziaria dei candidati, la sostenibilità industriale delle rispettive proposte ed i benefici in termini di occupazione e per le comunità locali. Nel rispetto della complessità della trattativa per il futuro del polo siderurgico, il processo di negoziazione si svolgerà con la necessaria riservatezza, garantendo la tutela degli interessi industriali, occupazionali e sociali coinvolti». Il gruppo dell’Azerbaigian ha presentato un’offerta di oltre 1 miliardo di euro per acquisire l’a- zienda, e 4 miliardi di investimenti industriali e ambientali in cinque anni. L’offerta presentata ai commissari, inoltre, garantirebbe circa 7800 occupati, rispetto ai circa diecimila addetti attuali in tutti gli stabilimenti del colosso, compreso quello di Novi Ligure che è stato già oggetto di una visita da parte degli azeri nell’agosto del 2024. C’è, inoltre, la possibilità che il governo italiano entri nella nuova società con una quota di minoranza in capo ad Invitalia, che dovrebbe avere almeno il 10% delle quote, e che il consorzio azero sia aperto alla presenza di altri soci industriali. Ancora troppi i nodi da sciogliere per i sindacati, che hanno appreso della decisione dei commissari di avviare la trattativa esclusiva con gli azeri dagli organi di stampa. «Quanto discusso nell’ultimo incontro a Palazzo Chigi dell’11 marzo deve essere messo in pratica, occorre mettere a conoscenza il sindacato della proposta di Baku Stell e di come i commissari intendano affrontare il negoziato. – commentano dalla Fiom Cgil – Questo deve servire affinché le organizzazioni sindacali possano portare nel negoziato le proprie richieste unitarie: la garanzia del piano occupazione, la decarbonizzazione, l’integrità del gruppo, la presenza pubblica dello Stato. È il tempo in cui tutti i soggetti dovranno essere partecipi. I precedenti Governi hanno condotto trattative segrete, ora i lavoratori devono essere protagonisti di questa discussione fin da subito». Intanto, il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere ha chiesto al presidente della Regione Alberto Cirio di convocare al più presto un nuovo tavolo tecnico sull’ex Ilva a Novi per chiedere un maggiore coinvolgimento nella trattativa sia dei sindacati, sia delle istituzioni di comuni e regioni in cui è presente uno stabilimento.
Federica Riccardi