Uniti nel ricordo del giovane Ange
Sabato scorso il presidio solidale e domenica il corteo per le vie della città
TORTONA- Nella mattina di sabato 8 febbraio, davanti alla stazione, si è svolta il presidio per ricordare Ange Jordan Tchombiap, il 19enne camerunese ucciso il 30 gennaio in una colluttazione proprio sul piazzale della stazione ferroviaria. Un centinaio di persone, da Tortona e da tutta la provincia di Alessandria, tra cui anche molte di origine africana, si sono radunate per ricordare il ragazzo e riflettere sulla gravità dell’accaduto e testimoniare solidarietà a quanti sono stranieri, contro ogni tipo di razzismo. “Per una città solidale, accogliente, antirazzista”. “Tortona non odia”. Questo lo slogan che ha guidato il presidio. «Una morte è una morte, non importa il colore della pelle, e per violenza non deve accadere»: è stato ribadito negli interventi. Dopo un momento di commemorazione e raccoglimento sul luogo del delitto, i presenti si sono spostati presso i giardini per dare spazio alle testimonianze, a titolo personale, contro il razzismo e per la solidarietà. A manifestare non c’erano partiti politici, ma solo persone e gruppi tra cui il Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, il Cpia che è il centro di formazione per adulti presso cui Ange Jordan frequentava i corsi, il centro di accoglienza “Isola Bella” di Isola Sant’Antonio, dove il giovane alloggiava, con i gestori e tutti i compagni con cui il ragazzo condivideva la speranza di un futuro migliore. E poi gruppi d’ispirazione cattolica come i Focolarini, migranti, persone francofone che vivono sul territorio provinciale e tante realtà che operano nel mondo dell’accoglienza. Lo svolgimento, senza nessuna contestazione, è stato pacifico e nel segno della riflessione, con il sottofondo dei tamburi africani suonati da alcuni manifestanti. La solidarietà si è tradotta anche in aiuto materiale alla famiglia del ragazzo ucciso, con una raccolta fondi da inoltrare in Camerun a un fratello e una sorella già duramente provati dalla recente morte di entrambi i genitori in un incidente stradale e di un altro fratello, deceduto durante il viaggio verso l’Italia affrontato insieme a Jordan. Le persone che si sono radunate, si ritroveranno domenica 16 febbraio alle 10, sempre alla stazione di Tortona, per un corteo verso il palazzo comunale, nel segno di “Giustizia per Ange Jordan”: sarà «una manifestazione pacifica per chiedere condizioni di sicurezza per tutti, lavoratori, migranti e cittadini, – spiegano gli organizzatori – perché la giustizia non è solo la condanna dell’assassino alla pena che dovrà scontare, ma anche creare le condizioni per cui certi fatti non accadano più».
Stefano Brocchetti